Spreco alimentare caso di coscienza

Ogni anno in Italia buttiamo nella spazzatura 16 Miliardi di Euro di alimenti. La questione dello spreco alimentare sollevata da più parti trova ampio spazio in tutta la comunicazione nazionale con una media di 75 sollecitazioni al giorno tra articoli di giornale, servizi radio-televisivi, web e social a testimonianza di un argomento, quello dello spreco alimentare, che fa notizia e rode le coscienze. A fronte di tanto spreco, si stimano in 2,7 milioni gli italiani costretti a chiedere aiuto per mangiare e a Genova se ne contano almeno 2000 (fonte Rete Ricibo).

La comunicazione sul recupero alimentare, nel bene e nel male, è dominata dai social (44,5%). La fotografia di un cassonetto della spazzatura a Milano, colmo di scatoloni di cibo, collocato davanti ad un centro per immigrati, è diventata virale intorno al 26 giugno generando commenti di ogni tipo, alcuni decisamente estremi o razzisti: “Rifiutano il nostro cibo mentre i nostri nonni muoiono di fame!”. Tuttavia il sentiment è per lo più neutrale e gli influencer sono università e centri studi o anche associazioni tipo l’ASUC (Associazione Uomini Casalinghi) che attraverso una news del 18 giugno ha raccolto e diffuso le preoccupazioni dell’ONU (1,3 i miliardi di tonnellate di cibo sprecate ogni anno nel mondo).

La mobilitazione contro il fenomeno sta crescendo. Nella sola giornata mondiale contro lo spreco alimentare, lo scorso 5 febbraio, sono stati pubblicati più di 1500 contenuti. Molti sono di denuncia, altri danno consigli. Genova, sempre schiva nel comunicare le proprie eccellenze (uno share medio nel Nord Ovest che non supera il 13%) è emersa a livello nazionale il 22 giugno grazie alla presentazione del progetto “Ricibo”: una applicazione in grado di connettere efficacemente una rete formata da 150 enti e associazioni pubbliche e private, 1500 volontari, grandi aziende, mense, mercati, imprese della grande distribuzione, mense sociali, empori solidali, gruppi del volontariato per la distribuzione dei pacchi alimentari a domicilio. Il progetto, sostenuto dal Comune, da Compagnia San Paolo e Fondazione Carige, ha per capofila la Comunità di San Benedetto al Porto che è seguita nelle sue diverse pagine facebook da più di 200.000 follower.

I consigli contro lo spreco si dividono in due categorie. Quelli tecnici raccomandano di non comprare troppo, di guardare le date di scadenza, di refrigerare correttamente eccetera. Quelli di cucina suggeriscono ricette (la più virale è stata la “pizza margherita di pane raffermo”). Poi ci sono le invenzioni come l’APP “Squilla Quando Scade” che invia un segnale sul cellulare se il cibo nel frigo entra in scadenza. Infine non mancano gli appelli come quelli sul doggy bag.: “Gente, non vergognatevi mai di chiedere ai camerieri il cibo rimasto per portarlo a casa, dobbiamo estinguere gli sprechi alimentari!!!”

Le mense sono spesso oggetto di commenti salaci che vengono amplificati dalla rete. “Spreco alimentare: nelle mense scolastiche un terzo del cibo finisce in pattumiera. Son bambini, non sono scemi”.

L’articolo è uscito su Il Secolo XIX del 30 luglio 2018

By |2018-08-01T09:23:08+00:0031 luglio 2018|Sentiment Analysis|